Tappa 1 | waypoint 7: Nocera Umbra (PG)

Di valle in bosco la traccia ci ha condotto sino a Nocera Umbra, uno dei gioielli del cuore verde d’Italia.
La posizione geografica, con ampie distese di monti, colline e vallate ricche di acque, ha favorito insediamenti umani a Nocera fin dalla Preistoria.
Anche per questo territorio il passaggio della via Flaminia segnò un’epoca di grande sviluppo, a volte interrotto da guerre e soprattutto da tremendi terremoti. L’ultimo, nel 1997, con una scossa del 6° grado della scala Richter, rese completamente inabitabile l’antico centro storico. A distanza di tanti anni il restauro può dirsi quasi completato e lo stesso vale per le frazioni pesantemente segnate dal sisma.

Nocera Umbra si presenta come una classica città medievale. L’antica contea di Nocera si estendeva su di un territorio vastissimo che, comprendeva, oltre agli attuali comuni di Nocera, Gualdo Tadino, Sassoferrato, Fossato, Sigillo e Sefro anche parte del territorio dei comuni di Foligno, Valtopina, Costacciaro, Serravalle del Chienti, Fiuminata, Fabriano, Cagli e Arcevia.

Un territorio quindi molto vasto, ricchissimo di bellezze naturali e di manufatti. Ma il vero tesoro di Nocera Umbra sono le sorgenti termali, per lo più con caratteristiche organolettiche uniche.
La principali sono: la Angelica, la Flaminia e quella del Cacciatore, che rappresentano il passato, il presente ed il futuro di Nocera rispetto alle acque. La Angelica, in particolare fu la prima ad essere sfruttata già a partire dal 1500 trovando, poi, massima affermazione con l’apertura di un centro termale. Lo sfruttamento ad alti livelli comportò una risonanza tale da portare questo luogo ad essere uno dei centri più richiesti dell’epoca nell’Italia centrale.

L’acqua di Nocera venne esportata in paesi come l’America del Nord, quella Latina e l’India. Oggi la sorgente ha perso il suo antico splendore e del vecchio centro termale rimane il complesso degli edifici in fase di totale sistemazione.: L’abbondanza di acque, per lo più con caratteristiche organolettiche uniche, rappresenta la principale ricchezza del territorio nocerino. Basti ricordare che esistono innumerevoli sorgenti, alcune delle quali vengono condottate per servire altri Comuni. Tra le altre spiccano, per importanza storica o per sfruttamento, quelle che si possono ritenere le sorgenti principali del Comune: la Angelica, la Flaminia e quella del Cacciatore, che rappresentano il passato, il presente ed il futuro di Nocera rispetto alle acque.

 

Sorgente Angelica

Nasce in località Bagni di Nocera (vedi percorso n. 1) ed è certamente la più antica delle tre sotto il profilo dello sfruttamento commerciale. Infatti, basta ricordare che l’idropinoterapia era conosciuta e praticata nella zona di Nocera con l’acqua di questa sorgente già dal 1500, trovando, poi, massima affermazione con l’apertura di un centro termale in prossimità della sorgente stessa.
Lo sfruttamento ad alti livelli comportò una risonanza tale da portare questo luogo ad essere uno dei centri più richiesti dell’epoca nell’Italia centrale. Tale successo andò poi pian piano tramontando, fino a spegnersi nel periodo a cavallo tra la fine del sec. XIX e i primi del sec. XX. Le cause vanno ricercate nella evoluzione del sistema turistico-termale e, soprattutto, nell’affermarsi di un nuovo modo di trascorrere la villeggiatura.

Se dal punto di vista turistico l’acqua di Nocera ha conosciuto in quel periodo un momento di grave crisi, non si può dire la stessa cosa per quanto concerne il settore commerciale della stessa che, contemporaneamente, ha avuto la sua maggiore affermazione in quanto, esportata ormai da tempo, era conosciuta dalla Germania al Portogallo e perfino a Costantinopoli.

A partire dalla fine del secolo XIX, grazie alla capacità imprenditoriale dell’industriale milanese Felice Bisleri (vedi passeggiata n.1), l’acqua di Nocera venne esportata in paesi come l’America del Nord, quella Latina e l’India. Per cogliere le sue qualità e comprendere la bontà terapeutica riconosciutagli all’epoca dai “purganti” (così erano chiamati coloro che andavano a curarsi negli stabilimenti termali), basta ricordare quanto detto dal naturalista Francesco Redi (1628-1698) e riproposto nella lapide affissa sopra la fontana antistante la Porta Vecchia (vedi passeggiata n. 3).

Nel corso dei secoli numerosi sono stati gli scritti scientifici relativi alle caratteristiche di tale acqua e tutti gli autori concordano nel ritenerla di ottima qualità, tanto che nel sec.XVIII venne presa come campione, sia per le sue caratteristiche fisiche che per quelle chimiche, per valutare la qualità di altre acque. Nel settembre del 1805 vennero appositamente a Nocera, per analizzare l’acqua di questa sorgente, due celebri studiosi, destinati a rimanere nella storia, il prof. Alessandro Humbolt ed il prof. Gay Lussac. Nel settore turistico termale Nocera ha rappresentato in passato un luogo molto ambito dalla nobiltà e dalla borghesia, tanto che numerosi ed illustri furono i personaggi che vennero a curarsi a Nocera; tra gli altri da ricordare: Vincenzo Monti, Luigi Pirandello e Giacomo Leopardi. La casistica delle malattie curate con questa acqua era la più ampia, basti pensare che tra le varie patologie vi era anche la nevrastenia. Oggi la sorgente ha perso il suo antico splendore e del vecchio centro termale rimane il complesso degli edifici in fase di totale sistemazione. La sorgente Flaminia attualmente è la più sfruttata, in quanto le sue acque vengono imbottigliate ed immesse sul mercato con il marchio “Nocera Umbra sorgente Flaminia”.

 

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