Quando sarete a pochi metri dall’imbocco della galleria che vi aprirà lo splendido panorama della riserva considerate che quel varco nella roccia fu aperto a forza di scalpelli dai Romani nel 76 dopo Cristo e che per secoli la Flaminia collegò il Tirreno all’Adriatico passando proprio da qui. Nel corso dei secoli il passo fu infestato dai banditi a tal punto che nel 1771 le Poste Pontificie si videro costrette a evitare la gola. Solo a meta del 1800 la zona fu resa sicura. Le guerre mondiali non videro gravi episodi. Mussolini vi transitava spesso alla volta di Predappio, sua città Natale, o di Riccione dove trascorreva le vacanze, al punto che la milizia forestale scolpì il suo volto nel profilo della montagna.
Negli anni ’80 l’apertura di due nuove gallerie ha liberato la zona dal traffico e dal 2001 è stata creata la Riserva naturale statale Gola del Furlo. L’area è un autentico paradiso caratterizzata dall’avanzare del fiume Candigliano attraverso imponenti pareti rocciose. Il tutto contribuisce a creare una straordinaria ricchezza naturalistica con esemplari di flora e fauna assolutamente singolari. L’intero territorio ha una notevole importanza anche dal punto di vista geologico, paleontologico  paesaggistico. L’animale simbolo della riserva è certamente l’aquila reale che nidifica nelle alte pareti rocciose da tempo immemorabile.  La affiancano coppie di falchi pellegrini, il lanario, gheppi, taccole. Il corso del fiume rappresenta un habitat ideale per cormorani, aironi e germani reali. Nei boschi è segnalata la presenza del lupo e quindi cinghiali, caprioli e daini, le sue prede preferite. La rete dei sentieri circostanti supera i cinquanta chilometri.

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