L’Italian Challenge nasce nel 2015 durante il viaggio di rientro del Transitalia Marathon; l’alba della domenica mattina a Campo Imperatore salutava i partecipanti della prima edizione del Transitalia pronti per affrontare il viaggio di rientro mentre pensavo che mi sarebbe piaciuto continuare e andare ancora più a sud, pensavo dentro di me che la grande avventura trascorsa poteva essere solo la metà del viaggio.

Portare il Transitalia Marathon da Rimini al mar Ionio richiederebbe almeno 6 tappe di viaggio per l’incidenza del fuoristrada in funzione della velocità di percorrenza, all’ora il calendario e il termine Discovering non esisteva nei calendari di Turismo moto, il Transitalia Marathon alla sua prima edizione era iscritto al calendario Turismo Alta quota unitamente alla HAT.

Negli anni passati, mentre mi dedicavo alle gare di enduro, ho viaggiato a lungo in Italia con la mia GS 800 coprendo decine di migliaia di chilometri alla ricerca di emozioni che solo i grandi viaggi in off road possono dare ma lo facevo su asfalto attraverso vie di comunicazioni insolite che mi permettevano di raggiungere e vivere le Regioni più lontane come la Basilicata e la Calabria. La bellezza del silenzio delle campagne molisane fino alla scoperta di tutta la Regione Basilicata coprivano pienamente le emozioni che avrei voluto vivere nei lunghi viaggi fuori dall’Italia. Mi ha permesso di conoscere persone e luoghi veramente remoti e strade che da decenni non vengono utilizzate quasi da nessuno, tante a fondo naturale ma strade che creano il viaggio in quanto il susseguirsi di scoperta mi ha lasciato fotografie che sembrano scattate nei luoghi più remoti del pianeta.

Allora nasce la voglia di portare il Transitalia Marathon su quei percorsi fino al profondo sud attraverso un evento un pò più scorrevole che permettesse di coprire più chilometri spingendosi e attraversando quei luoghi silenziosi dove i pochi abitanti di remoti borghi salutano meravigliati al passaggio delle moto in viaggio. Di qui nasce l’Italian Challenge, proprio dalla costola del Transitalia Marathon per cercare una avventura lunga , rilassata ma che richiede molta attenzione alla guida per i lunghi chilometraggi delle tappe ma soprattutto nell’affrontare settori in cui il fondo stradale cambia ripetutamente.

Spesso ci confrontiamo con Comuni che non conoscono l’esistenza delle strade che vorremmo percorrere.

Nel 2016 l’Italian Challenge diventa nel panorama italiano un evento “anomalo”, “insolito”,  un evento che racconta un viaggio stradale quando in verità stradale non è per l’altissima incidenza di percorsi remoti, dissestati, con lunghi tratti a fondo naturale.

La dominante del percorso dell’Italian Challenge sono proprio i lunghissimi settori in solitudine con fondo stradale che mette realmente alla prova il motociclista, la risultante è la scoperta, ovvero il “Discovering” che porta agli occhi dei partecipanti scorci abbandonati altamente suggestivi e i tanti sorrisi increduli di abitanti di antichi borghi lontani dalle “solite mappe” che possono incrociarsi con gli occhi del motociclista che affronta un lungo viaggio, a tratti stancante per la lunga guida tortuosa, stretta e dissestata.

Nel 2017 la Federazione Motociclistica Italiana riconosce l’essenza dell’Italian Challenge come evento unico nel suo genere creando appositamente la sezione Discovering nazionale, nel 2018 il riconoscimento della Federazione Internazionale nel Motociclismo.

Quindi l’italian Challenge è un evento stradale su asfalto ?

Non proprio, il percorso è altamente caratterizzato da strade asfaltate strettissime lontane dalle normali vie di comunicazione, tortuose e dissestate che però portano in luoghi dove decisamente poche moto o nessun turista ha mai raggiunto. I lunghi settori a fondo naturale collegano spesso queste strade con la risultante di lunghe tappe altamente guidate che richiedono molta attenzione alla guida.

L’Italian Challenge è un evento da percorrere in solitaria ?

L’organizzazione chiede espressamente ai partecipanti di viaggiare almeno in coppia in quanto alcuni lunghi settori di tappa sono realmente isolati e spingono i partecipanti in luoghi lontanissimi dalle normali vie di comunicazione. Sebbene lo staff sia tanto e molto presente è consigliato non viaggiare soli per motivi di eventuale “mutuo soccorso”; nella edizione 2018 un partecipante continuava a chiamare il numero di sicurezza dell’organizzazione in quanto in tappa 3 si sentiva solo e isolato sebbene fosse sulla giusta strada ( gli abbiamo “appoggiato” un ragazzo ombra dello staff che lo seguiva a distanza)

Che pneumatici monto per fare l’Italian Challenge ?

Ottimo un pneumatico intermedio tipo Continental TKC 70 in ottime condizioni di battistrada; un pneumatico artigliato tipo Continental TKC 80 può dare maggiore sicurezza nei settori a fondo naturale ma non è obbligatorio.

Quale è la moto più adatta per percorrere un viaggio come l’Italian Challenge ?

Una enduro stradale mono o bicilindrica con autonomia di serbatoio di almeno 200 km. E’ il viaggio studiato e più adatto per i modelli Adventure delle case costruttrici. Mentre il Transitalia Marathon può mettere in difficoltà le grandi BMW GS 1200 all’Italian Challenge se ne possono sfruttare le piene capacità di guida in sicurezza. Proprio per questo Benelli scelse l’Italian Challenge per testare le moto TRK nel 2017 in quanto l’evento presentava un banco prova importante per il nuovo mezzo che sarebbe uscito sul mercato dopo un mese.

All’Italian Challenge è importante la navigazione ?

Assolutamente si ! Le tappe dell’Italian Challenge sono date dall’organizzazione in formato GPX che in alcuni settori di tappa possono interrompersi per creare tratti di pura navigazione dove sarà indispensabile cercare su mappa Paesi specifici o inserire coordinate GPS per poter riprendere la traccia successivamente. Questo porterà una maggiore componente emotiva in quanto la sensazione di “solitudine” aumenterà nei tratti più remoti dove ci si troverà in un certo senso senza bussola.

Cosa rimane di più dopo aver affrontato questo evento ?

Tanti mi dicono la nostalgia dei posti, la loro bellezza ma soprattutto i saluti della gente incontrata, i sorrisi e gli abbracci di abitanti di piccoli borghi che ospitano il passaggio in piazza dove il turista non è solito passare. Rimane sicuramente l’esperienza di avere fatto un viaggio in Italia attraverso luoghi ove le tradizioni sono rimaste intatte, un viaggio che di chilometro in chilometro stupisce e cambia ripetutamente di sapore e colori.  

I viaggiatori dell’Italian Challenge diventano fin dalla prima tappa una unica famiglia che affronta a livello individuale un viaggio dentro se stessi attraverso una moltitudine di emozioni per oltre 1400 km.

 

 

 

 

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